LE PILLOLE DEGLI DEI: CONCORDIA – Reti e Alleanze per la Parità di Genere

LE PILLOLE DEGLI DEI: CONCORDIA – Reti e Alleanze per la Parità di Genere

Edizione n. 10 – Reti e alleanze per la parità di genere

Perché “Le pillole degli DEI”?

Un pantheon per la parità di genere

“Le Pillole degli DEI” nasce da un gioco di parole tra l’acronimo DEI inteso come DIVERSITÀ, EQUITÀ E INCLUSIONE e il richiamo alle divinità dell’Olimpo della mitologia classica.

Così come gli DEI rappresentano l’ideale di potenza ed equilibrio, questo strumento ci accompagnerà nel racconto del nostro impegno per la certificazione per la parità di genere con l’obiettivo di costruire una cultura aziendale inclusiva dove ogni persona possa esprimere con dignità il proprio valore, indipendentemente dal proprio genere, status e orientamento.

Ogni tappa del nostro viaggio mensile di esplorazione dei principi di Diversità, Equità e Inclusione, sarà affidata a una divinità della mitologia greca.

La figura di questo mese è Concordia, simbolo dell’armonia tra differenze e della capacità di costruire alleanze durature.

Concordia – Reti e alleanze per la parità di genere

Concordia è la divinità romana che personifica l’armonia, la concordia e l’intesa tra individui e comunità. Il suo nome deriva dal latino cor (cuore) e cord-, indicando la condizione in cui più cuori battono insieme.

La tradizione romana la collega alla figura greca di Harmonia, figlia di Ares e Afrodite. Nella genealogia mitologica, questa origine non è casuale: Harmonia nasce dall’unione di due forze apparentemente opposte, la guerra e l’amore. Il suo ruolo simbolico consiste proprio nel trasformare la tensione tra elementi diversi in un equilibrio stabile.

Il mito racconta che Harmonia sposò Cadmo, fondatore di Tebe, in una cerimonia alla quale parteciparono tutti gli dei dell’Olimpo. In quell’occasione ricevette in dono una collana magica che donava bellezza eterna a chi la indossava. Nella lettura simbolica, questo oggetto rappresenta l’idea che l’armonia tra differenze generi valore duraturo.

Nella Roma antica il culto di Concordia veniva rafforzato nei momenti di conflitto sociale o politico. Il Tempio di Concordia, situato nel Foro, ricordava che l’armonia non è solo una dimensione privata ma una condizione essenziale per la stabilità della vita pubblica.

Allo stesso modo, nel contesto contemporaneo della parità di genere, le reti e le alleanze svolgono un ruolo cruciale. La promozione dell’equità non dipende solo dalle politiche interne alle organizzazioni ma dalla capacità di attori diversi – imprese, istituzioni, associazioni e comunità professionali – di collaborare verso obiettivi condivisi.

Concordia rappresenta quindi la forza generativa delle connessioni: la capacità di mantenere unite prospettive diverse, valorizzandole senza annullarle.

Basi fondamentali

Reti e alleanze nella UNI/PdR 125:2022

La certificazione UNI/PdR 125:2022 definisce un sistema di indicatori volto a misurare e migliorare l’impegno delle organizzazioni nella promozione della parità di genere. Tra le dimensioni che attraversano trasversalmente il modello emerge l’importanza delle reti e delle alleanze.

Promuovere la parità di genere richiede infatti una prospettiva sistemica. Le organizzazioni non operano in isolamento: fanno parte di ecosistemi economici, sociali e istituzionali nei quali si costruiscono norme culturali, opportunità di sviluppo e modelli di leadership.

Le aziende che sviluppano partnership con università, associazioni professionali, reti di imprese e istituzioni territoriali ampliano la propria capacità di generare cambiamento. Queste collaborazioni permettono di condividere conoscenze, diffondere buone pratiche e creare percorsi di crescita più accessibili per le nuove generazioni.

In termini operativi, la costruzione di alleanze contribuisce a rafforzare diversi indicatori previsti dalla certificazione: dall’attrattività dei percorsi di carriera femminili alla diffusione di programmi di mentoring, fino allo sviluppo di iniziative congiunte per la promozione della leadership inclusiva.

Le organizzazioni che investono in queste relazioni ottengono benefici tangibili. Le ricerche dimostrano che i contesti professionali caratterizzati da reti collaborative solide favoriscono l’innovazione, migliorano la capacità di attrarre talenti e rendono più efficace l’implementazione delle politiche di inclusione.

Per sviluppare alleanze efficaci è utile adottare un approccio strutturato: identificare partner strategici, partecipare a programmi di condivisione delle competenze, promuovere progetti comuni su formazione, ricerca e sviluppo della leadership.

CULTURA DELL'INCLUSIONE

Leadership, role model e cambiamento culturale

Il tema dei modelli di ruolo è centrale nella costruzione di organizzazioni inclusive. La presenza di figure femminili visibili nei ruoli decisionali contribuisce a ridefinire le aspettative professionali e a rendere più accessibili i percorsi di leadership.

Uno studio pubblicato da McKinsey & Company nel report “Women in the Workplace” evidenzia come la presenza di donne nei livelli dirigenziali abbia un effetto diretto sulla crescita delle carriere femminili nelle fasi iniziali. Le organizzazioni che investono nella rappresentanza femminile nella leadership mostrano una maggiore probabilità di sviluppare pipeline di talenti più equilibrate.

L’importanza dei role model si riflette anche nelle pratiche organizzative. Sempre più aziende stanno introducendo programmi di mentoring e sponsorship, nei quali leader senior accompagnano lo sviluppo professionale di giovani professioniste. Altre organizzazioni promuovono reti interne dedicate alla leadership femminile o programmi di formazione rivolti ai manager per sviluppare competenze di leadership inclusiva.

 

Una figura di riferimento nel panorama internazionale è Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. Nel suo percorso politico ha sostenuto con decisione politiche di promozione della leadership femminile e dell’equilibrio di genere nei processi decisionali europei.

Emblematica la sua affermazione: « “Gender equality is not just a women’s issue. It is a question of power, fairness and opportunity.”.»

FOCUS DATI

Donne nei ruoli manageriali in Europa

Nel 2024 le donne occupano il 35,2% delle posizioni manageriali nell’Unione Europea, in crescita rispetto al 31,8% del 2014. Il dato mostra un progresso costante, ma evidenzia anche quanto il percorso verso una leadership equilibrata sia ancora incompleto

Obiettivo europeo per i consigli di amministrazione

La direttiva europea sulla governance aziendale prevede che entro il 2026 almeno il 40% dei membri dei consigli di amministrazione delle società quotate sia composto dal genere meno rappresentato, con l’obiettivo di accelerare l’equilibrio nei processi decisionali. 

Leadership femminile nelle imprese europee

Secondo Eurostat, circa un terzo delle posizioni manageriali nell’Unione Europea è occupato da donne. La crescita degli ultimi anni evidenzia un progresso costante, ma anche la necessità di accelerare il cambiamento.

Approfondimento normativo

Il tema della leadership e della rappresentanza di genere nei ruoli decisionali è oggi al centro delle politiche europee in materia di parità.

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha rafforzato il quadro normativo attraverso diverse iniziative. Tra queste si distingue la Direttiva (UE) 2022/2381, che promuove una maggiore presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate. L’obiettivo è favorire un equilibrio più equo nei processi decisionali e migliorare la qualità della governance aziendale.

In Italia, la promozione della parità di genere nelle organizzazioni trova uno strumento operativo nella certificazione UNI/PdR 125:2022, che introduce un sistema di indicatori per monitorare le politiche aziendali in ambiti come governance, opportunità di carriera, equità salariale e conciliazione vita-lavoro.

Il quadro normativo si inserisce inoltre nel più ampio contesto delle politiche europee sulla sostenibilità e sulla responsabilità sociale d’impresa. Le imprese sono sempre più chiamate a dimostrare, anche attraverso strumenti di rendicontazione come la CSRD, il proprio impegno nella promozione di ambienti di lavoro equi e inclusivi.

La costruzione di leadership inclusive e di reti collaborative rappresenta quindi non solo una scelta culturale, ma anche una componente essenziale delle strategie di sviluppo sostenibile delle organizzazioni.

VOCI DAL CAMPO

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Le pillole degli DEI è uno strumento formativo a cura del Comitato per la parità di genere Gpack